Amara fine del Parco dell’Oreto

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Dovrei scrivere un’articolo, ma l’immagine parla da sola.Il parco dell’Oreto (o meglio, quello che dovrebbe essere tale) continua ad essere divorato dal cemento pezzo dopo pezzo. L’ultimo sfregio è questo muro in costruzione che si vede sullo sfondo. 

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A quando una seria bonifica e riqualificazione dell’intera area? A quando un intervento contro gli scarichi abusivi che riversano liquami fin dal Comune di Altofonte?

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12 Thoughts to “Amara fine del Parco dell’Oreto”

  1. huge

    Il problema è anche questo, che il fiume attraversa anche i territori comunali di Altofonte e Monreale. E senza la fattiva collaborazione di quei comuni, senza un accordo tra loro e il comune di Palermo, c’è poco da fare. Hai voglia a bonificare la foce se poi t’arrivano liquami da chissà cosa. Certo è che Palermo potrebbe anche iniziare a fare la sua parte per il territorio che gli compete, cominciando col censire tutti gli scarichi abusivi, identificare a chi appartengono, e intervenire di conseguenza, innanzitutto eliminandolo e poi punendo i responsabili. E non solo gli scarichi, ma anche tutte le costruzioni abusive all’interno dell’area del cosiddetto parco. Tutto questo deve essere preliminare a qualsiasi opera di riqualificazione o a qualsivoglia progetto.

  2. Sarebbe bello… individuare NOI cittadini gli scarichi abusivi e TAPPARLI…e poi vedere le facce di chi si vedrà risalire i liquami in casa o nella fabbrica.

  3. drigo

    Si dovrebbe assolutamente farlo, ma consapevoli che bisogna essere armati mentre lo si fa per difendersi dalle reazioni degli animali selvatici responsabili di questo schifo.
    Diverte pensare che chi è investito dalla legge di questo ruolo, pur essendo armato, si rifiuta di intervenire in queste e altre situazioni per paura delle reazioni (e lo dichiarano pubblicamente senza alcuna vergogna).

  4. nunu

    Abito da tanti anni in un punto della valle dell’oreto dove il FAI fa delle visite per cercare di riqualificare un territorio che ricordo da bambino magnifico…ma mai nulla è stato fatto.
    Da tempo i terreni attorno alla fontana naturale sono stati ereditati da nuove persone che hanno abbandonato le colture tipiche della conca d’oro,sarà molto difficile che un comune come Monreale o Altofonte si impegnano ad fare qualcosa…

  5. klone123

    Il FAI è solo un covo di nobiluomini e nobildonne che di nobile non hanno nulla. Qui in Sicilia sono solo in cerca di pubblicità e nient’altro. Tante manifestazioni di facciata senza nulla di effettivamente concreto. Ad ogni modo, nessun pubblico ufficiale può segnalare la cosa? Siamo sicuri sia autorizzato quel muro?

  6. Benedetto Bruno

    Oggi sotto casa mia in un’ampia aiuola con arbusti, qualcuno ha abbandonato 3 vecchie sedie. Ecco l’utilità degli spazi verdi secondo molti nostri concittadini. Oh Poveretta Palermo! per te i dottori non potranno mai dare nessuna speranza di guarigione.

  7. Athon

    klone123, a me non risulta che il FAI in Sicilia non abbia fatto nulla di concreto.

    L’edicola marmorea del Genio del Garraffo alla Vucciria, segnalata in occasione della V edizione del Censimento “I Luoghi del Cuore” (2010), promosso dal FAI in collaborazione con Intesa Sanpaolo, è stata restaurata.

    Sempre nel 2010 ha ricevuto quasi 10.000 voti anche la Chiesa di San Bartolemeo a Stromboli; a gennaio 2013, grazie al Fai, si sono conclusi i lavori di recupero che ne hanno così permesso la riapertura.

    Nel censimento 2012 ha invece ricevuto parecchie segnalazioni l’Edicola dei giornalai di Piazza Lionardo Vigo ad Acireale, edificata nei primi anni del ‘900. Nel dicembre 2014 sono iniziati i lavori di recupero.

    Nel censimento 2008 la Colombaia di Trapani si è classificata al primo posto. I lavori di messa in sicurezza sono già stati effettuati. Per il completo recupero invece occorrono ancora circa 600.000 euro. È il sito più complicato. Tuttavia proprio grazie al lavoro svolto dal Fai presso le Istituzioni nazionali e locali, tra il 2009 e il 2010, si è riusciti ad attuare velocemente il passaggio di proprietà dallo Stato alla Regione (avvenuto il 30 settembre 2010). Il Ragioniere Generale della Regione Siciliana ha così emesso il decreto n.43 del 25 gennaio 2011 concernente il finanziamento del progetto di recupero della Colombaia.

    Nell’ultimo censimento, quello del 2014, il Castello di Calatubo ad Alcamo ha ottenuto la bellezza di 71.967 voti, classificandosi al terzo posto. Verrà restaurato nei prossimi anni assieme al Convento dei Frati Cappuccini di Monterosso al Mare (Ge) e alla Certosa di Calci (Pi).

    Inoltre vista la vittoria, sempre nell’ultimo censimento, della Laguna dello Stagnone a Marsala, nella sezione “Premio speciale Expo Nutrire il pianeta”, è stata avviata una promozione del sito ad ampio raggio. D’altra parte le Saline non necessitano di nessun recupero ma solo di salvaguardia e pubblicità per richiamare sempre più visitatori.

  8. giovanni7

    @Klone 123

    Il tuo commento mi sembra inopportuno. Potresti tu stesso informarti meglio come ha fatto @Athon ed inoltre ti posso testimoniare per diretta esperienza, dato che ho collaborato più volte col FAI, che è composto da persone entusiaste e di buona volontà che realizzano iniziative concrete e utili al nostro territorio. Se facciamo pure la guerra tra chi ha voglia di fare ci diamo la zappa sui piedi!
    Rimaniamo sul pezzo: il problema dell’Oreto, come diceva @huge, è che ci sono duemila enti e teste da mettere d’accordo. Poi è anche necessario fin da subito far partire controlli accurati e sanzioni pesanti. DOPO il ritorno alla normalità si può pensare di tornare a parlare di “parco”

  9. Athon

    Un paio di anni fa anche la Fondazione Fiumara d’Arte di Antonio Presti si era proposta per contribuire, in tutti i modi possibili, alla bonifica e alla valorizzazione dell’Oreto.

    Il compito di mettere d’accordo i duemila enti e le tante teste, primi fra tutti il Comune di Monreale e il Comune di Altofonte, spetta proprio alll’Amministrazione comunale di Palermo, eventualmente assieme alla magistratura e coinvolgendo Palazzo dei Normanni.

    Mi spiace dirlo ma se finora non è stato fatto niente, le colpe sono totalmente a carico del Comune di Palermo, che continua a mantenere, come se nulla fosse, una vergognosa fogna a cielo aperto, resa ancora più brutta dalla cementificazione, e i cittadini vengono dunque costretti a conviverci.

    Ecco Goethe che nel suo “Viaggio in Italia” ci offre un quadretto dell’Oreto:

    «Nel pomeriggio visitammo la valle ubertosa e ridente, percorsa dal tortuoso fiume Oreto, che scendendo dai monti a sud costeggia Palermo. Anche per ricavare un’immagine da questo paesaggio è indispensabile un occhio pittorico e una mano esperta; e Kniepp seppe appunto scovare un osservatorio adatto, là dove l’acqua imbrigliata defluisce da uno sbarramento semidistrutto, all’ombra d’una ridente macchia d’alberi, avendo a sfondo l’ampio panorama della valle in salita, disseminata di case rustiche.» (Palermo, mercoledì 4 aprile 1787)

  10. wlambiente

    Volevo segnalare che l’area nella foto è stata identificata e sequestrata lo scorso ottobre dal reparto di Polizia Ambientale della Polizia Municipale di Palermo
    http://livesicilia.it/2014/10/30/controlli-nel-parco-delloreto-sequestrata-discarica-abusiva_558462/
    http://www.palermotoday.it/cronaca/discarica-abusiva-parco-oreto.html

  11. BELFAGOR

    PARCO DELL’ ORETO: IL GOVERNO NAZIONALE NE HA DECRETATO LA FINE
    Il governo nazionale ha deciso la riduzione dei fondi per la realizzazione del progetto di riqualificazione della foce del fiume Oreto, nonchè quello per il rilancio dell’attracco del porticciolo di Vergine Maria.
    Per il consigliere comunale Antonino Randazzo: “ Si tratta di uno scippo di circa 30 milioni al Comune di Palermo. E’ quanto deciso dal Governo Meloni con la riduzione dei fondi PON-Metro Plus. Rischiamo di dover rinunciare ai lavori sulla foce del fiume Oreto e il ripristino dell’approdo di Tonnara Bordonaro. Noi non ci stiamo. Il mio partito presenterà due interrogazioni, una alla Camera e una al Senato. Ma al contempo chiediamo al sindaco Roberto Lagalla di mettere in campo azioni necessarie a salvare questi fondi“.
    Con questo ulteriore taglio dei finanziamenti appare sempre più concreta l’ ipotesi che il parco dell’ Oreto non verrà mai realizzato.
    Ma non sono gli unici fondi che rischiamo di perdere.
    Il progetto di riqualificazione e bonifica dell’ex discarica di Acqua dei Corsari potrebbe…..”affumarsi”.
    Per la realizzazione di questa opera esiste un finanziamento concesso dalla Regione Siciliana di circa 11 milioni di euro. Tuttavia, a causa dei ritardi accumulati dall’iter procedurale, la data di fine lavori, attualmente prevista per febbraio 2027, rischia di slittare ulteriormente.
    Proprio l’intervento di bonifica di Acqua dei Corsari rappresenta una delle opere fondamentali, insieme al parco dell’ Oreto, per il rilancio della Costa sud. A tal proposito, nel lontano…….. 2019, il Comune di Palermo aveva richiesto e ottenuto un finanziamento da 11 milioni di euro nell’ambito dei fondi PO-FESR 2021-27. I lavori dovevano concludersi entro il 2023. Ma, come al solito ,i lavori non iniziarono mai e il Comune di Palermo chiese ed ottenne una proroga dei termini, a febbraio 2027.
    Ma…….ancora siamo in alto mare.
    I consiglieri comunali Ugo Forello e Giulia Argiroffi, hanno denunciato la situazione:
    “Oltre 11 milioni di euro risultano a rischio per l’incapacità dell’amministrazione comunale di tradurre in atti concreti i proclami politici ed elettorali. Parliamo di un progetto fondamentale per la tutela ambientale, la salute pubblica e la riqualificazione dell’intera costa sud, oggi seriamente compromesso. Accanto al danno ambientale e territoriale — aggiungono — si profila anche un danno economico concreto: una parte delle risorse già erogate, pari a oltre 1,8 milioni di euro, dovrà essere restituita, con ulteriori ripercussioni sui conti pubblici e possibili variazioni di bilancio che graveranno sulla collettività“.
    A quanto sembra che una missiva, inviata lo scorso 16 marzo dall’assessorato regionale all’Energia, chiede al Comune di fornire una serie di documenti necessari a verificare lo stato dell’arte dalle parti di Acqua dei Corsari. Fra questi figurano il cronoprogramma di avanzamento tecnico-procedurale, il cronoprogramma dell’operazione rispetto alla direzione dei lavori e ai collaudi, il cronoprogramma aggiornato sull’esecuzione dei lavori e il prospetto di spesa pluriennale relativo ad impegni e pagamenti.
    Il tutto dovrà essere fornito entro 15 giorni dall’invio della missiva.
    Inoltre , è questo è molto grave, si annuncia una prossima visita della commissione europea.
    Chi sa cosa penseranno i componenti della commissione europea quando vedranno che i lavori non sono ancora partiti e che, su 11 milioni di finanziamento, il Comune di Palermo ne ha investiti soltanto……. 1,2 milioni.
    E il Comune di Palermo non è…….preoccupato. Infatti l’ assessore all’ ambiente risponde “Considerato il rallentamento dei lavori dovuto agli approfondimenti necessari su alcuni aspetti del progetto……..Stiamo aggiornando un nuovo cronoprogramma con l’ipotesi di rinviare ……..di tre mesi il termine fissato“.
    Cioè, invece di iniziare i lavori si chiede di…….. slittare i termini di consegna dell’ opera
    COMPLIMENTI!!!!

  12. BELFAGOR

    Come riportato dal giornale La Sicilia (edizione Palermo del 21 marzo 2026), ben 30 milioni di euro destinati alla riqualificazione della foce del fiume Oreto e dell’area di Vergine Maria sono andare perduti a causa dei ritardi accumulati.
    E tutto questo senza che la “stampa e l’ informazione” locale abbiamo dato la minima rilevanza alla vicenda.
    Purtroppo la notizia non ci sorprende perché tale perdita di finanziamento si poteva evitato solo andando ad appalto entro giugno, ipotesi fantascientifica.
    Ancora una volta Palermo rischia di perdere finanziamenti perché la burocrazia, non riesce a rispettare le scadenze amministrative necessarie.
    Il progetto relativo all’Oreto, del valore di circa 14 milioni di euro, riguardava la riqualificazione ambientale della foce del fiume, mentre l’altro intervento interessava il recupero del porticciolo della borgata marinara di Vergine Maria.
    Il vero nodo però è sempre lo stesso: la difficoltà della macchina burocratica nel trasformare i finanziamenti disponibili in progetti pronti per essere realizzati.
    Non si tratta di casi isolati: Palermo presenta da anni lo stesso problema: i finanziamenti ci sono, ma si evidenzia la difficoltà nel predisporre, nei tempi previsti, progetti esecutivi completi e tutta la documentazione tecnico-amministrativa necessaria.
    Il problema è quindi strutturale: la difficoltà nel rispettare cronoprogrammi, completare la progettazione nei tempi richiesti e coordinare efficacemente gli iter autorizzativi.
    I finanziamenti pubblici oggi seguono logiche precise: chi presenta progetti completi nei tempi stabiliti ottiene le risorse, Palermo invece continua a richiedere finanziamenti senza presentare mai un progetto decente: ciò dimostra una debolezza proprio nella fase più importante: quella della progettazione tecnica e della preparazione amministrativa delle opere.
    E’ inutile organizzare convegni e seminari sul rilancio della Costa sud ( l’ ultimo si è svolto pochi giorni fa ) se poi si sentono le solite promesse.
    Forse la colpa non è solo delle norme farraginose ma anche della politica e della burocrazia, selezionata esclusivamente con logiche di appartenenza e non di competenza.

    P.S. E mentre vediamo naufragare il progetto di rinascita della Costa sud, qualcuno ha messo in giro la voce che un ex sindaco avrebbe nostalgia della poltrona di primo cittadino. La notizia è stata prontamente smentita dall’ interessato…. anche in aramaico.

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